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Simulazione prova d’esame 18/12/2008 - Soluzioni

Introduzione all’economia

Compito B



Domande a risposta multipla:

i)       d

ii)     b

iii)   d

iv)   c

v)     b

Esercizio

a)      Il prezzo che equilibra il mercato è il prezzo che eguaglia domanda aggregata ed offerta aggregata del bene in questione.

Avendo già la funzione di domanda aggregata per il bene y, dobbiamo trovare la funzione di offerta aggregata: questa è la somma delle funzioni di offerta delle singole imprese.

La funzione di offerta delle singole imprese è quella relazione che è in grado di dirmi qual è la quantità di output che l’impresa deve produrre per ogni livello del prezzo se vuole massimizzare il profitto.

Quindi:

Sapendo però che all’impresa conviene sospendere la produzione, e quindi produrre una quantità pari a zero, quando il prezzo di mercato è minore del costo medio variabile minimo[1], per scrivere correttamente la funzione di offerta dell’impresa dobbiamo calcolare anche quest’ultimo:

La funzione di offerta aggregata si trova quindi come somma delle funzioni di offerta singole. Essendoci 27 imprese nel mercato:

L’equilibrio di mercato :

b)     


Surplus consumatore = = 32

Surplus produttore = = 10,67

c)      La funzione di costo è cambiata, e quindi cambierà anche la funzione di offerta di ciascuna impresa. Questo inoltre comporta una variazione nell’offerta aggregata e quindi nell’equilibrio di mercato. Per valutare chi beneficerà di questo cambiamento andremo a calcolare il surplus del consumatore e del produttore nel nuovo punto di equilibrio.

La nuova funzione di offerta aggregata è:

E il nuovo equilibrio di mercato:





Surplus consumatore = =24,5

Surplus produttore = = 8,15

In corrispondenza del nuovo equilibrio, sia il surplus del consumatore che quello del produttore diminuiscono, quindi il cambiamento di tecnologia non beneficia nessuno.

d)     Se i costi fissi raddoppiano non cambia nulla perché la decisione dell’impresa su quanto produrre per massimizzare il profitto non è influenzata da questi costi. Infatti, partendo dalla funzione di costo iniziale, per trovare la funzione di offerta singola trovo il costo marginale: ma nel calcolo del costo marginale non entrano i costi fissi, e quindi la curva di offerta singola non subisce cambiamenti (e così pure rimangono invariati la funzione di offerta aggregata e l’equilibrio di mercato)

Esercizio

a)     

b)      La Francia ha il vantaggio assoluto sia nella produzione di vino che in quella di formaggio, perché a parità di risorsa produttiva riesce a produrre in assoluto quantità maggiori di entrambi i beni.

c)      Secondo il principio del vantaggio comparato, ciascuno ottiene i benefici maggiori quando ogni paese si specializza nelle attività per svolgere le quali sostiene il CO opportunità minore; in presenza di commercio poi, ciascun paese esporterà il bene nella produzione del quale si è specializzato. Quindi, per capire che cosa ciascuno paese esporterà, dobbiamo calcolare i costi opportunità per la produzione di entrambi i beni:

Dato che l’Italia ha un costo opportunità minore nella produzione di vino, allora possiamo concludere che il paese ha un vantaggio comparato nella produzione di questo bene, mentre, seguendo lo stesso ragionamento, possiamo concludere che la Francia ha un vantaggio comparato nella produzione di formaggio.

Avendo vantaggio comparato nella produzione di vino, l’Italia esporterà vino, mentre la Francia, avendo vantaggio comparato nella produzione di formaggio, esporterà appunto formaggio.

d)     Il prezzo internazionale del vino corrisponde alla ragione di scambio riferita a quel prodotto: perché lo scambio commerciale sia vantaggioso per entrambe le parti la ragione di scambio deve essere strettamente compresa fra il costo opportunità del vino minore (sempre riferito al vino) e il costo opportunità del vino maggiore, cioè:

In questo caso, non è possibile che il prezzo internazionale sia pari a 5 perché il valore 5 non appartiene all’intervallo. Infatti, nel caso in cui il prezzo internazionale sia pari a 5 la Francia avrebbe un vantaggio nullo nello scambio.



N.B. La condizione per sospendere la produzione è diversa da quella di pareggio del profitto: se il prezzo di mercato è inferiore al costo medio VARIABILE minimo, l’impresa sospende la produzione; se il prezzo di mercato è inferiore al costo medio minimo, l’impresa ottiene profitti negativi.



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