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L'APPARATO ESCRETORIO - LA PELLE

Biologia

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L'APPARATO ESCRETORIO - LA PELLE

Con questo capitolo concludiamo la panoramica sul sistema escretorio al quale dovremmo essere molto grati perché ci purifica ad ogni istante permettendoci la sopravvivenza. Purtroppo la funzionalità di questo sistema è oggi messa in serio pericolo dall'inquinamento atmosferico e da quello do­vuto dai cibi e dalle bevande che tendono sempre più ad al­lontanarsi della semplicità e genuinità naturali.




Fino a non molti decenni fa i bambini facevano merenda con una fetta di pane con burro e marmellata, spesso fatta in casa. I neonati delle mamme che, sfortunatamente non avevano latte, venivano cresciuti con acqua di orzo o carote bol­lite. I contadini, malgrado il durissimo lavoro nei campi, si nutrivano prevalentemente con carboidrati (pane, pasta e riso) tolto qualche pollo nei giorni festivi.

Queste, attualmente, sembrano immagini di un lontanissimo passato. Oggi la bistecca troneggia sulla tavola di moltis­simi italiani, spesso due volte al giorno; le merendine tutto naturale (che si conservano per mesi sugli scaffali) nutrono ormai buona parte dei nostri figlioli e gli omoge­neizzati di carne sovraccaricano il sistema digerente dei bimbi fin dai primi mesi di vita. Anche l'idea di bere un bicchiere d'acqua appare assai strana a chi si è abituato alle varie bevande che proliferano al solo beneficio dei produttori e delle catene di distribuzione.

Questo quadretto della situazione appare di certo mancante  delle caratteristiche definibili 'naturali', ma altrettanto non naturali appaiono le molte malattie della pelle, quali allergie, acne, eczemi, psoriasi, che son sempre più dif­fuse e più difficili da rimediare.

Questa premessa, in un discorso relativo alla pelle, è ne­cessaria in quanto non raramente i problemi della pelle do­vrebbero essere ricercati in qualche forma di intossicazione presente nell'organismo. Una dieta naturale può infatti, e non di rado, far più meraviglie delle pomate più care.

Nei capitoli precedenti abbiamo visto come la linfa raccolga le cellule deteriorate e tutte le sostanze estranee entrate nell'organismo a causa di ferite, incidenti, ecc. per poi riversarle nel sangue dopo averle finemente tritu­rate nei nodi linfatici. Questo fatto porta a comprendere quante sostanza anomale, oltre all'anidride carbonica svi­luppata dal lavoro cellulare, il sangue debba trasportare con sé fintanto che i polmoni ed i reni non provvedano a pu­rificarlo. Passiamo ora ad esaminare la pelle che, non di­mentichiamolo, insieme ai reni ed ai polmoni costituisce il sistema purificatorio, o escretorio, dell'organismo.

La pelle è costituita da tre strati, il più esterno si chiama epidermide o cuticola, quello subito sotto si chiama corion o derma ed è molto ricco di vasi sanguigni. Lo strato più profondo, che giace sotto gli altri due, viene chiamato lo strato sottocutaneo o ipoderma.

Pelle e intossicazione organica

Quando, per qualche motivo, il sangue non viene completa­mente ripulito dall'azione combinata dai reni e dai polmoni l'organismo si trova in presenza di sostanza nocive che de­vono essere neutralizzate in qualche modo per non creare seri problemi di intossicazione. Il problema viene risolto chiamando in aiuto la pelle e la sua capacità di estromet­tere alcune sostanze attraverso il sudore.

Le mani umide senza che vi sia un palese motivo, o il su­dore eccessivamente 'odoroso', rappresentano lo sforzo fatto dalla pelle per estromettere un'eccesso di tossine presenti nel sangue. In condizioni normali il sudore non ha un forte odore e le mani non hanno nessun motivo di essere umide. Anche un rigonfiamento dei tessuti, comunemente chiamato edema, può essere causato da un eccesso di tossine. Fortuna­tamente, se la situazione dovesse migliorare, il liquido ac­cumulato nell'edema sarebbe riassorbito ed il rigonfiamento cesserebbe di esistere. Nel caso, invece, che le tossine continuino ad aumentare, si avrà pure un corrispondente au­mento dei liquidi trattenuti nei tessuti e potrebbero com­parire guai molto più seri tra cui la gotta è certamente il peggiore.

La cellulite

Con la parola cellulite, così come per tutte le parole che terminano in 'ite', si dovrebbe indicare una infiammazione delle cellule. In realtà questo nome non è appropriato, non si tratta infatti di una infiammazione ma di un accumulo anomalo di sostanze (liquidi, scorie, grasso, ecc.), nei tessuti che stanno al di sotto dell'epidermide. Queste so­stanze, generalmente disposte a zone, alterano la costitu­zione dello strato sottocutaneo, creando un indurimento che si manifesta in superficie creando antiestetico problema. In questa situazione, oltre al problema dei liquidi in eccesso, si viene anche ad aggiungere quello della carenza di ossigeno; quello contenuto nel sangue incontrerà infatti serie difficoltà a raggiungere le cellule presenti nei vari strati della pelle.



Le cellule, vivendo in un ambiente così alterato, si irri­tano e reagiscono come possono. Una loro reazione consiste nel proliferare ed ingrossarsi (fenomeno definito polimeriz­zazione) allo scopo di circondare ed isolare le sostanze che avvelenano il loro ambiente vitale. Se la situazione non mi­gliora il processo non potrà arrestarsi, la struttura della pelle sarà sempre più degenerata, scomparirà l'apparenza normale della pelle sana e comparirà quell'antiestetico fe­nomeno chiamato cellulite.

Appare chiaro come la cellulite trovi nell'intossicazione organica il suo motivo di esistere e soltanto la purifica­zione del corpo la possa arrestare definitivamente; una vol­ta arrestata sarà molto più facile curarla, a questo propo­sito si può ricorrere a trattamenti meccanici (massaggi, pressoterapia, ionoforesi, ecc.) coadiuvati da valide pomate generalmente a base di olii essenziali. Questi olii, detti anche essenze aromatiche, sono dei prodotti derivati dal mondo vegetale e, in combinazione con altre sostanze, sono in grado di penetrare nei tessuti e di agevolarne il pro­cessi di ammorbidimento aiutando così il rilascio delle so­stanze imprigionate.

Vi sono comunque degli altri fattori che vanno tenuti in debita considerazione, tra essi i vestiti stretti ed i tac­chi alti. I vestiti stretti sono nocivi perchè stringendo il corpo ostacolando le normale circolazione della linfa e del sangue. I tacchi alti sono invece controproducenti perchè il loro utilizzo non permette la giusta e naturale distribu­zione del peso sui piedi. Questo ostacolo puramente mecca­nico si traduce in una difficoltà incontrata dal sangue nel risalire dal basso verso l'alto con un riscontro negativo nell'equilibrio idrico generale.

La purificazione del corpo

Per eliminare l'intossicazione organica è necessario rive­dere la dieta, evitare gli stress prolungati ed eliminare le emozioni negative (tensioni, paure, angosce, rancori, ecc.). Per ciò che riguarda la dieta bisognerebbe eliminare gli alimenti che contengono sale e grassi in abbondanza; tra essi citiamo i salumi in genere (affettati compresi), la panna, i formaggi grassi (gorgonzola, parmigiano, ecc.), la cioccolata, i fritti (patatine incluse) e gli intingoli. Va precisato che la mozzarella non è un formaggio così magro come comunemente si crede. Nella tabella allegata potrete riscontrare la quantità di grassi presenti in alcuni ali­menti.

Per aiutare il processo di disintossicazione si potrebbe anche fare un giorno di digiuno alla settimana (solo acqua con poco limone), o mangiare soltanto mele, o cereali inte­grali, per qualche giorno o una intera settimana.

Per concludere è anche giusto considerare che il fumo, quando eccessivo, crea una serie di difficoltà organiche tra cui è possibile includere una minor efficienza dei processi di disintossicazione. E' pertanto consigliabile ridurlo al minimo o, meglio ancora, eliminarlo completamente.

BIBLIOGRAFIA:

DR. JOHN H. TILDEN, Tossiemia e disintossicazione
Michele Manca Editore, Via Pinetti 91/4 - 16144 - Genova






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